Questo sito utilizza dei cookie tecnici e di terze parti. Continuando con la navigazione l'utente accetta il loro utilizzo. Ulteriori informazioni

Unioncamere del Veneto


 
Percorso: Homepage / News / Scheda News

Europa: accordo di partenariato economico UE-Giappone

20 febbraio 2019 |  Bruxelles | I benefici per le aziende del Veneto
Immagine notizia

Bruxelles, 20 febbraio 2019 | In data 1° febbraio 2019 è ufficialmente entrato in vigore l’accordo di partenariato economico siglato dall’Unione Europea con il Giappone. La trattativa, negoziata lo scorso dicembre dalla Commissione europea, rappresenta il primissimo accordo quadro bilaterale concluso con lo stato nipponico.

L’intesa, mirata allo sviluppo di un commercio più semplice e rapido tra partner commerciali, creerà una zona di libero scambio che interesserà più di 635 milioni di persone e circa un terzo del PIL mondiale; inoltre, è il primo accordo commerciale concluso dall’UE che include riferimenti espliciti all’accordo sui cambiamenti climatici di Parigi.

Tra i vantaggi di questo accordo rientrano l’eliminazione della maggior parte dei dazi doganali tra i membri dell’UE e il Giappone (per un valore di oltre un miliardo di euro) e la semplificazione normativa per lo scambio di specifici beni/servizi, tra cui l’import-export di automobili. Inoltre, elemento chiave dell’accordo sarà l’apertura del mercato giapponese (oltre 127 milioni di consumatori) ai principali prodotti agricoli dell’UE, aumentando l’esportazione dei paesi Membri in numerosi settori.

Nuove opportunità per le PMI venete
Grazie al trattato, saranno numerose le aziende venete che potranno beneficiare di liberalizzazioni e drastiche riduzioni tariffarie e  in particolare, le piccole medio imprese (PMI), che rappresentano annualmente il 78%  degli esportatori in Giappone.
Nel settore agroalimentare per esempio, saranno soppressi i dazi su moltissimi formaggi (che mediamente si attestavano intorno al 30%) e riconosciuti marchi IGP come quelli del Consorzio Asiago Dop e Grana Padano Dop.
Il settore vitivinicolo, eccellenza enogastronomica della nostra Regione trainato dalle esportazioni in continua crescita del prosecco, potrà giovare dell’eliminazione delle tariffe doganali verso la nazione nipponica (a cui precedentemente si applicava un dazio del 15% in media), consentendo l’espansione e il rafforzamento dell’export di vini e bevande alcoliche nel mercato asiatico.
Un altro vantaggio dell’accordo sarà la progressiva diminuzione delle tariffe doganali applicate sull’esportazione della carne: la carne di maiale trasformate saranno esenti dalle imposte doganali mentre quelle fresche saranno sottoposte a un regime doganale prossimo allo zero; per quanto riguarda la vendita di carni bovine, il partenariato consentirà la riduzione dei dazi dal 35% al 9 % nell’arco dei prossimi 15 anni.

Con l’intesa viene inoltre liberalizzata l’esportazione di molti prodotti agricoli, come il radicchio rosso di Treviso IGP, che sta di recente nutrendo interesse nel Paese del Sol Levante; restano invece esclusi dall’abolizione tariffaria i cereali e in modo particolare il riso.
La nuova partnership commerciale tra Paesi Membri e Giappone eliminerà anche i dazi doganali esistenti (in modo progressivo) su prodotti agricoli trasformati come pasta, cioccolato, cacao in polvere, dolciumi, i biscotti, i derivati dell'amido, conserve di pomodoro e salse; diminuzioni tributare vengono inoltre applicate per il commercio di fecola di patate, latte in polvere, burro e siero di latte.
Per quanto riguarda il comparto manifatturiero, l’accordo prevede la soppressione dei tributi vigenti per i sostanze chimiche, materie plastiche, cosmetici e prodotti tessili; anche il settore calzaturiero beneficerà da questo patto: i dazi applicati si riducono al 21% dal 1° febbraio, per poi essere lentamente soppressi nel corso dei 10 anni successivi.
Infine, con il suddetto accordo, le società europee potranno partecipare a gare d'appalto nei principali centri urbani del Giappone (48 città giapponesi con una popolazione compresa tra 300 000 e 500 000 abitanti),  alle stesse condizioni delle società giapponesi; l'accordo inoltre elimina gli ostacoli esistenti negli appalti nel settore ferroviario.